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Le città della pittura ovvero paesaggi urbani. Mostra prorogata

ALDO DAMIOLI E MARCO PETRUS: LE CITTÀ DELLA PITTURA
La mostra al Serrone della Villa Reale è prorogata sino al 1 maggio 2012 con i seguenti orari:
da martedì a venerdì 10.00-12.00/15.00-18.00;
sabato e domenica 10.00-18.00;
25 aprile e 1 maggio apertura straordinaria 10.00-18.00.
Llunedì chiuso.
L'ingresso rimane libero.

Le città della pittura ossia paesaggi urbani

Serrone di Villa Reale, mostra "Le città della pittura"

Dal 4 febbraio al 9 aprile 2012 il Serrone della Villa Reale di Monza ospita la mostra "Le città della pittura".
Aldo Damioli e Marco Petrus, noti artisti milanesi, ritraggono il paesaggio urbano contemporaneo.
Orari di apertura 
da martedì a venerdì ore 10 -12  e 15 -18
sabato, domenica e festivi ore 10 -18 
lunedì chiuso 


L'ingresso è libero.

Per informazioni: Ufficio Mostre Comune di Monza, tel. 039.366381, mostre@comune.monza.it.



Potrebbe interessarti: http://www.monzatoday.it/eventi/mostre/mostra-citta-della-pittura-serrone-villa-reale-febbraio-marzo-aprile-2012.html
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Consumo di suolo. Facciamo il punto

Mercoledì 8 Febbraio 2012 alle ore 21.00 presso il Centro A. Langer di via Don Orione 43 a Cesano Maderno, verrà proiettato il video-documentario del regista Marco Tessaro “Tra agricoltura e biodiversità nel Parco Agricolo Sud di Milano” riguardante il consumo di suolo che oggi preme attorno alla metropoli milanese. La serata, ad ingresso libero, vedrà l’intervento di Paolo Pileri, professore associato di pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano nonché responsabile scientifico di ricerche nazionali e internazionali e autore di oltre 100 pubblicazioni sui temi della pianificazione ambientale.

Diamo strada al paesaggio!

Luca Masotto - il nostro agronomo di fiducia (www.lucamasotto.it) - ci segnala questo articolo sull'importanza dei filari alberati nel paesaggio.
Non ci resta che augurarvi buona lettura!

Consumo di suolo: a che punto siamo?

Alcuni post or sono Foglie di Brianza si era già occupata di un tema di particolare attualità: il consumo di suolo. Avevamo parlato con Luca Masotto (www.lucamasotto.it) circa il destino dell'area ex Falck di Arcore (si vedano i rimandi in fondo all'articolo). Sembrava un caso isolato – per lo meno agli occhi dell'opinione pubblica – e invece il tema è ritornato prepotentemente ad occupare intere pagine dei giornali locali in questo inizio di autunno 2010.
Cerchiamo di fare il punto della situazione, individuando i casi più evidenti di consumo di suolo nel territorio della Brianza vimercatese.

Vimercate
Il Comune ha dovuto incassare un secco rifiuto da parte delle Provincia di Monza e Brianza per la proposta di modifica del Parco della Cavallera (parco locale di interesse sovraccomunale) presentata all'interno del PGT (Piano di Governo del territorio). Il Comune avrebbe voluto modificare i confini del Parco per fare posto a insediamenti produttivi per oltre 40.000 m². La Provincia ha motivato il rifiuto asserendo che l'espansione è inaccettabile in quanto l'area in questione – oltre ad essere costituita prevalentemente da superficie boscata e far parte del Parco della Cavallera – rientra nelle categorie vincolate dai Beni Ambientali. A onore di cronaca la rimanente parte di PGT è stata approvata dalla Provincia in quanto ritenuta tecnicamente valida.
Il commento: La Provincia ha esercitato la sua funzione di controllo, tutelando l'integrità del Plis e gli spazi aperti.
Risultato a fine primo tempo: 1 a 0 per la tutela del paesaggio e del territorio, prima regola: “non prendere goal” per citare Nereo Rocco, padre del catenaccio all'italiana.

Arcore
L'Amministrazione comunale è stata investita da una pioggia di critiche contro l'apertura di un nuovo centro commerciale (un outlet di grandi firme) al confine con Villasanta. Al momento la decisione se realizzare la mega struttura (35.000 m² di terreno di cui 26.500 di superficie commerciale) appare in sospeso.
Il commento: le Associazioni per la difesa del territorio hanno fatto la loro parte per evidenziare gli effetti negativi del progetto. Oltre a costituire un danno paesaggistico, la realizzazione di un nuovo centro commerciale andrebbe a indebolire il commercio di vicinato e metterebbe a rischio molti posti di lavoro. Ma gli interessi economici potrebbero favorire l'approvazione del progetto.
Risultato a fine secondo tempo: 1 a 1, nel calcio moderno i soldi contano molto, troppo, la buona volontà delle squadre di provincia non sempre è sufficiente.

Agrate Brianza
Il progetto di riqualificazione del Parco Aldo Moro è stato modificato. Il nuovo progetto prevede un minore consumo di verde e conseguenti minori costi per l'operazione: si scende da 5,6 a 4,5 milioni di euro. La diminuzione dei costi è stata una scelta obbligata in quanto la prima gara era andata deserta dal momento che nessun operatore privato si è voluto sobbarcare i costi del progetto. Quest'ultimo prevede la realizzazione di svariate piscine (anche per bambini), un nuovo parcheggio, un'area skateboard e un'area feste.
Il commento: è proprio necessario intaccare l'integrità del più bel polmone verde cittadino? Non sarebbe più opportuno tutelare un parco così amato e frequentato dai cittadini? Per quale motivo viene consumato altro territorio? Non è possibile fare sorgere altrove un parco sportivo, magari recuperando eventuali aree dismesse? C'è la speranza che i costi – ancora elevati soprattutto nell'attuale congiuntura economica – scoraggino gli investitori.
Risultato a fine terzo tempo: 1 a 1, attenzione a non chiudersi troppo in difesa, occore un cambio di mentalità. Palla lunga e pedalare va bene all'oratorio dove si gioca alla viva il parroco, appunto. Ma il paesaggio è una cosa maledettamente seria, una volta rovinato non torna più. Il suo è un calcio elegante, all'antica. Bello da vedere, lontano dalla fisicità delle partite moderne.

Risultato e commento finali
La tutela del paesaggio riesce a pareggiare contro chi vorrebbe consumare ulteriore territorio brianzolo. Ma è un pareggio in affanno, il paesaggio ha il fiato corto, sa bene di non potersi permettere ulteriori distrazioni. Alla prima disattenzione potrebbe essere infilato in contropiede e, ormai demoralizzato, potrebbe essere sommerso da una goleada. Fino a che finirà il terreno disponibile. È bene sapere, sin d'ora, che le regole del gioco non prevedono tempi supplementari.
È il solito partito del no? Il partito dei disfattisti? Foglie di Brianza non la pensa così, anzi, crede che qualcosa debba essere fatto per favorire la crescita delle attività produttive sul territorio, ma non a scapito del suolo e del paesaggio. Quest'ultimo deve essere tutelato, in quanto rappresenta un valore anche per i meno sensibili alle tematiche ambientali che – magari inconsapevolmente, al riparo dei finestrini oscurati dei loro SUV – si giovano della visione di un filare alberato, di un campo arato, della fioritura della colza e di una distesa ondeggiante di mais. E ne godono, questo è certo, perché altrimenti non si spiegherebbe la presenza di tanti SUV nei parcheggi degli agriturismi di Montevecchia e dintorni.
Costruire sì, quindi, ma costruire meglio, come era emerso dalla chiacchierata con Luca Masotto in questo post.

Area ex Falck di Arcore: colata di cemento in arrivo?

Non c'è ancora molto di ufficiale, ma la stampa locale ne parla da un po' di tempo: sui 90.000 m² dell'area ex Falck compresa tra via Battisti, via Casati e via Lodovica dovrebbero sorgere:
- palazzine residenziali di 6 piani (alcune in edilizia convenzionata),
- un hotel di 11 o 12 piani (!).
Un totale di 120.000 m³: in altri termini una nuova colata di cemento! Pari al doppio della volumetria ammessa dal vecchio piano regolatore. L'Amministrazione chiederà, com'è normale in questi casi, una contropartita. Il problema però non è cosa chiedere in cambio, il problema è domandarsi se è lecito continuare a costruire nuove e mastodontiche realizzazioni o se, piuttosto, non sarebbe meglio recuperare gli immobili già esistenti e magari sfitti o disabitati. Certo i costi sarebbero diversi, ma non possiamo continuare a svendere il paesaggio! Finite le risorse paesaggistiche e ambientali cosa ci resta? Cosa serve promuovere il territorio brianzolo con portali come www.visitbrianza.it se poi quello stesso territorio viene continuamente rovinato e sfruttato? Perchè continuare a erodere paesaggio agricolo? 
Perchè non mettere una parola fine al consumo di suolo per evitare la fusione di tutta la Brianza in un'unica grande megalopoli? All'estero si fa! Guardiamo le fotografie qui sotto: sono scattate dal dodicesimo piano di un palazzo di Utrecht e riprende alcuni palazzi antistanti: cosa ci dicono queste foto? Ci dicono che nella progettazione urbanistica c'è stata attenzione al verde urbano, ma ci dicono anche che alle spalle dei palazzi si vede un bosco! Coniugare esigenze edilizie e conservazione del paesaggio è possibile! Non si capisce perchè in Italia non si possa procedere allo stesso modo: si preferisce invece distruggere ambiente per creare nuove aree edificate con il risultato di svuotare il centro storico.

 Utrecht (Paesi Bassi), quartiere universitario.
Grandi interventi edilizi e conservazione dell'ambiente sono possibili.
Si nota un netto distacco tra edificato e non edificato.

Si ringrazia www.lucamasotto.it per le immagini.

Attenzione alle piante aliene!

Dopo le piante dal mondo di Pandora, parliamo ancora di piante aliene. Ma questa volta lo facciamo con Luca Masotto, dottore agronomo brianzolo che si occupa di verde urbano, alberi e paesaggio (www.lucamasotto.it). E non si tratta di piante uscite dalla fantasia di qualche regista perfezionista, bensì di piante terrestri che possono provocare gravi danni ai nostri ecosistemi.
"Nell'anno internazionale della biodiversità" dice Luca Masotto "è importante dire che non sempre questa è messa a repentaglio dalla distruzione di foreste e habitat incontaminati. Spesso i rischi provengono da specie alloctone, ovvero originarie di altri ambienti, che vengono importante in Italia inavvertitamente (o per scopi ornamentali) e qui si diffondono. E si diffondono a tal punto da sottomettere la flora autoctona (quella tipica delle nostre zone). Gli effetti della loro presenza possono essere devastanti, non a caso se ne è parlato al 105° congresso della Società botanica italiana che si è tenuto nei giorni scorsi a Milano. La Lombardia, in particolare, è la regione italiana dove il fenomeno sembra essere più marcato: sono state segnalate oltre 600 specie aliene in continuo aumento, soprattutto nelle aree più degradate, dove le infestanti si diffondono con più facilità di un tempo, quando erano contrastate da un ecosistema locale in equilibrio. Oggi questo equilibrio è venuto meno a causa della forte antropizzazione e, per questo, le piante alloctone hanno vita facile. Mentre i botanici continueranno a monitorare la situazione, è importante che ciascuno di noi scelga con attenzione le piante da inserire nel proprio giardino, evitando quelle più pericolose dal punto di vista della capacità di diffusione nell'ambiente, e, possibilmente, rivolgendosi a un dottore agronomo per una piccola (e poco costosa, ve lo assicuro) consulenza. A titolo esemplificativo è bene evitare specie come Buddleja davidii e Prunus serotina, ma le piante ad alto potenziale infestante sono numerose".
A proposito di dottori agronomi, Foglie di Brianza - oltre a Luca Masotto (www.lucamasotto.it), attivo a Milano, Monza e Brianza - segnala Andrea Marin (sito), attivo nella zona di Milano ovest e Ticino. Si tratta di due giovani professionisti amici di Foglie di Brianza che... non negheranno uno sconto ai nostri lettori!

Uno spot al paesaggio lucano

Questa sera alle 21,30 presso il Cortile d'onore della Villa Reale di Monza si terrà la proiezione del film Basilicata coast to coast di Rocco Papaleo. 
Foglie di Brianza invita alla visione: un'occasione per divertirsi e per vedere alcuni scorci di paesaggio lucano veramente degni di nota.

Indovina chi? Pasta MB!

Secondo quanto riporta Mbnews, mancano poche settimane alla raccolta del farro che porterà alla nascita della prima pasta made in Monza e Brianza.
Un'iniziativa lodeveole, che Foglie di Brianza approva in pieno, in quanto inserita in un concetto moderno di agricoltura: un'agricoltura di mercato, volta al profitto e alla tutela del paesaggio. Permettere all'agricoltura di prosperare, infatti, consente di mantenere vivi i nostri paesaggi, evitando la banalizzazione paesaggistica provocata dall'abbandono dei campi.
Attenzione, non si tratta di farro da agricoltura biologica. Ma a noi di Foglie di Brianza questo interessa meno: l'agricoltura biologica è positiva ma non cancella sostenibilità - anche ambientale - dell'agricoltura tradizionale (se svolta in modo professionale). Un argomento interessante, che magari riprenderemo con l'aiuto dei nostri agronomi di fiducia.
Una sola nota dolente: peccato che la trasformazione del farro in pasta avvenga nelle Marche! Sarebbe stato bello chiudere il cerchio e trasformare il prodotto un po' più vicino a "casa", non per campanilismo, ma per progettare davvero un distretto a km 0.

Tapiro a chi?

Foglie di Brianza riporta integralmente la lettera inviata dal Prof. Carlo Urbinati al Ministro dell'ambiente riguardo il servizio di "Striscia la notizia" andato in onda pochi giorni fa. In tale servizio si accusava di scempio ambientale/forestale quello che, in realtà, è solamente una normale pratica forestale.
Foglie di Brianza ricorda che un bosco che non viene gestito è un bosco pericoloso e che la gestione delle foreste così come quella del verde urbano deve essere affidata a professionisti (dottori agronomi e dottori forestali) che - chissà perchè - non vengono mai chiamati in causa quando si tratta di discutere i fondamenti tecnico-scientifici che stanno alla base della gestione del sistema albero.
Non tagliare gli alberi è un atto di egoismo. Se non tagliassimo gli alberi non permetteremmo il normale ricambio generazionale con la conseguenza che fra 50 anni i nostri figli e nipoti non potranno godere di alcun patrimonio arboreo. Ovviamente il taglio deve essere subordinato a effettive esigenze gestionali per la valutazione delle quali è sempre bene rivolgersi a un dottore agronomo o dottore forestale (anche in ambito privato).
La lettera è un po' lunga ma invito tutti a leggerla con pazienza sino in fondo. Il video del servizio di "Striscia" lo potete vedere qui.

Venerdì sera 14 maggio durante la trasmissione "Striscia la notizia" è andato in onda un servizio sui tagli boschivi in Lombardia, nel quale si è voluto "vendere" al pubblico una regolare ceduazione autorizzata dalla legge (taglio periodico con rinnovazione vegetativa naturale del bosco) per un taglio illegale con effetti ambientali disastrosi. Oltre all'inconsistenza ed alla pretestuosità dei commenti del conduttore e dei due intervistati appartenenti ad associazioni ambientaliste (sarebbe stato opportuno intervistare anche chi aveva autorizzato il taglio) sono risultate molto gravi le affermazioni del ministro Prestigiacomo che ha dato risposte assolutamente inadeguate e non corrette, ignorando che la ceduazione dei boschi si esegue da secoli nei nostri boschi e senza particolari problemi. A tale proposito si ricorda che nel documento "Criteri e buone pratiche di gestione forestale" redatto dalla Task Force Foreste del MIIPAF nel 2009 e sottoscritto anche dal MATTM è riportato che "...i boschi cedui rappresentano un’opportunità se correttamente gestite ed indirizzate.

Infatti, una corretta gestione selvicolturale potrebbe consentire di contribuire al mantenimento o miglioramento dell’assetto idrogeologico del territorio, alla mitigazione dei cambiamenti climatici, alla salvaguardia della biodiversità, oltre che una risorsa economica ed energetica importante per le aree rurali e in particolare per la montagna".

In secondo luogo il Ministro dovrebbe essere informato che i colleghi del MIPAAF ed in particolare il Corpo Forestale dello Stato hanno già realizzato il secondo Inventario Forestale Nazionale (il primo nel 1985 ed il secondo nel 2005, i cui dati sono disponibili on line) e che attestano che in Italia i boschi costituiscono oltre il 30% della superficie totale (un dato 3 volte superiore a quello di un secolo fa).

Ciò che è avvenuto venerdì sera evidenzia, ancora una volta, un'assoluta mancanza di controllo nell'informazione che giunge a milioni di persone, ma soprattutto una superficialità da parte della massima autorità in campo ambientale, che nel caso specifico ha addirittura ringraziato il conduttore per aver segnalato un caso di abuso ambientale e, senza premura di verificare con i propri tecnici la fondatezza delle accuse esplicitate, ha fornito risposte che avrebbe potuto dare un qualunque cittadino poco informato.

Questo è un duro colpo per tutti coloro (ricercatori, tecnici del ministero e delle regioni, professionisti e operatori del settore) che da tempo si dedicano con passione e dedizione a studiare, divulgare ed applicare i principi ed i metodi della gestione sostenibile delle risorse forestali e naturali, la quale, se adeguatamente diffusa garantirebbe contemporaneamente conservazione ed uso delle risorse, con benefici per le generazioni attuali e future. Solo così sarà possibile ridurre la pressione sulle foreste dei paesi in via di sviluppo dove ancora la deforestazione è davvero perpetrata a causa della forte importazione, anche illegale, di legname da parte di molti paesi occidentali fra cui l'Italia.

Grazie per l'attenzione e cordiali saluti

Carlo Urbinati e Giorgio Iorio

Docenti del settore forestale dell'Università Politecnica delle Marche

Paesaggio indietro tutta

Dal 1990 al 2005 il 17% delle campagne italiane è stato distrutto da nuove costruzioni. Ogni anno vengono edificati 250 milioni di metri cubi di cemento. La crescita della cubatura di nuovi edifici è 40 volte superiore al modesto incremento demografico della popolazione. Questi sono i dati allarmanti riportati poche settimane or sono dall'inserto culturale La Domenica de Il Sole 24 ore.
Tutto ciò nonostante l'Italia sia dotata di un forte apparato normativo a tutela del paesaggio sin dal lontano 1905 quando venne promulgata un norma specifica per la protezione della pineta di Ravenna. Purtroppo oltre alle norme - molto rigorose - sono molto numerose anche le eccezioni, le deroghe, i condoni. Chi distrugge il paesaggio sa che prima o poi verrà messo in regola; e spesso lo distrugge in piena regola in cambio di oneri di costruzione, unica rendita delle amministrazioni comunali.
E ancora purtroppo nessun partito politico ha messo questo tema al centro dell'attenzione nei programmi delle ultime elezioni nonostante le numerose associazioni nate negli ultimi anni in difesa dell'ambiente e del paesaggio. Stiamo dilapidando una ricchezza paesaggistica che per millenni ha rappresentato l'armonia con cui le attività umane si sono integrate all'interno della natura che le ospita. Una ricchezza diffusa su tutto il territorio nazionale fatta di colline, boschi, scogliere, scorci, chiesette, torri, vedute, appezzamenti agricoli. Una ricchezza costituita dall'armonia di tutti questi elementi e non solo dalla somma degli stessi.
Il paesaggio non è un insieme di quadri, ma una pinacoteca con la sua storia e la sua evoluzione. Deve essere percepito come un unicum spaziotemporale, altrimenti saremo costretti a vivere in un museo sempre più stretto e malandato dove alle bellezze si affiancano brutture, alla storia si affiancano i non-luoghi. Un paese dove sarà sempre meno piacevole vivere, un paese che vedrà sempre meno visitatori stranieri.
Stiamo corrodendo un patrimonio che ci potrebbe portare benessere e piacere di vita per i prossimi secoli in nome di quattro centri logistici, due capannoni che rimarranno sfitti e molte case abusive.
L'evoluzione del paesaggio racconta la storia di un paese. Un paese in declino.

Uno scorcio delle campagne che ancora si possono vedere lungo le provinciali brianzole. Nella foto campi ondultati a Casatenovo lungo la provinciale che collega Vimercate a Barzanò.
Si ringrazia Luca Masotto per la fotografia.

Serre nel Parco di Monza?

Tiene ancora banco la questione serre nel Parco di Monza: l'amministrazione Mariani vorrebbe costruire un orto botanico.
Come riporta il Comitato per il Parco di Monza A. Cederna:
si tratta di un progetto da 10 milioni di euro per la costruzione di 6 enormi serre, sale polifunzionali e altri servizi all’interno del Parco di Monza, cementificando una superficie di ca 100.000 m², ovvero 10 ettari.
Foglie di Brianza (FdB) vede sempre con favore la creazione di ambienti per la diffusione della cultura botanica, primo passo per una più consapevole valorizzazione ambientale e paesaggistica. Tuttavia - e specificando che FdB non ha visionato alcuna planimetria progettuale - la localizzazione dell'intervento appare poco consona: la costruzione di edifici - per quanto architettonicamente validi e paesaggisticamente inseriti - comporterebbe con tutta probabilità l'interruzione di quei canocchiali paesaggistici che sono il punto di forza del Parco. A ciò si aggiunga l'impermeabilizzazione di una vasta area di superficie a prato con conseguenti influenze sul ciclo idrologico a scala micro.
E dal punto di vista fruizionale cosa cambia? FdB è convinta che la creazione di un orto botanico possa elevare il livello della fruizione, nel senso che sarà una fruizione più colta, forse più responsabile. D'altra parte però si ridurranno le superfici a disposizione della fruizione spontanea (quella dei bambini, delle coppiette, degli amici, delle famiglie, dei cavalli al trotto,...).
Ma soprattuto: per elevare il livello della fruizione (e lasciare il segno, anche politicamente) non basterebbe recuperare (dal punto di vista storico-culturale ed economico) le ville storiche (Villa Reale e Mirabellino), le numerose cascine e i mulini del Parco?

Paesaggi di terra e acqua

Foglie di Brianza segnala la mostra “Brianza: paesaggi di terra e acqua” allestita dal 10 al 25 aprile presso Palazzo Terragni a Lissone. Si tratta di circa 60 opere per 20 artisti che raccontano il nostro territorio sotto il punto di vista ambientale e climatico.

Sempre Palazzo Terragni ospiterà la conferenza sulla storia della pittura di paesaggio in Brianza tra il XVIII e il XIX secolo (domenica 18 aprile alle ore 16.00 presso l'auditorium di Palazzo Terragni).

La Mostra sarà visitabile il giovedì-venerdì dalle ore 15.00 alle 18.30; sabato e domenica dalle ore 10.00 alle 12.00; dalle 15.00 alle 18.30. Ingresso libero.

Paesaggi in mostra

Foglie di Brianza segnala che fino all'11 luglio 2010 il Serrone della Villa Reale di Monza ospiterà la mostra Il paesaggio dell'Ottocento a Villa Reale.
Saranno esposti oltre 100 dipinti provenienti dalla Rete museale dell'Ottocento Lombardo (http://www.rete800lombardo.it).
Foglie di Brianza raccomanda la visita poichè la mostra risulta di estrema attualità, dal momento che fa riferimento al tema dell’identità regionale e alla difesa del territorio lombardo.
Si tratta di un'occasione ghiotta anche per chi viene da lontano: il martedì, il giovedì, i fine settimana e i giorni festivi si terranno visite guidate ad alcune sale della Villa Reale. Da non perdere inoltre una visita al Parco di Monza (primo parco all’inglese realizzato nel continente europeo fuori d’Inghilterra e più grande parco recintato d'Europa) e ai giardini della Villa Reale.
Interessante anche la visita al roseto Niso Fumagalli che si attraversa per accedere alla mostra: un piccolo gioiello poco conosciuto. Per chi volesse prepararsi alla visita del roseto segnaliamo due schede utili per addentrarsi nel mondo delle rose. Le trovate cliccando qui.