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Ancora alberi schiantati. La prevenzione?

Desio, vento abbatte pianta. Centrate due auto in sosta.
Così titola oggi un noto giornale brianzolo nella sua versione online. Ancora una volta Foglie di Brianza richiama l'importanza della prevenzione. L'analisi di stabilità degli alberi - al pari della medicina - non è una scienza esatta ma costituisce un valido strumento per valutare la pericolosità delle piante d'alto fusto.
Per avere ulteriori informazioni sulla valutazione di stabilità delle piante potete contattare
il dr. agr. Luca Masotto all'indirizzo email studio@lucamasotto.it

Diamo strada al paesaggio!

Luca Masotto - il nostro agronomo di fiducia (www.lucamasotto.it) - ci segnala questo articolo sull'importanza dei filari alberati nel paesaggio.
Non ci resta che augurarvi buona lettura!

2 mesi per la prevenzione... in giardino

In vista dei temporali estivi, i dottori agronomi amici di Foglie di Brianza offrono una particolare scontistica per le analisi di stabilità delle piante d'alto fusto (VTA visivo e strumentale) per i mesi di luglio e agosto 2011.
Potete contattarli al nostro indirizzo (fogliedibrianza@virgilio.it) oppure, comunicando il codice sconto FdB11, ai seguenti indirizzi email:
- studio@lucamasotto.it (Milano est, Monza e Brianza e basso lecchese)
- marin-andrea@libero.it (Milano ovest, Varese e Pavia).

Tragedia sfiorata! Ancora alberi schiantati: prevenire si può.

Giovedì 9 dicembre 2010 la Brianza è stata colpita da forti venti che hanno provocato danni cospicui.
A Monza, per citare alcuni episodi, si sono schiantati vari alberi che hanno danneggiato almeno 7 auto in sosta, fortunamente non vi era nessuno a bordo. In via Marsala una conifera si è schiantata ferendo due persone e cadendo all'ingresso di una scuola materna, tanto che i bambini hanno dovuto attendere l'arrivo dei Vigili del fuoco per poter uscire in sicurezza dall'edificio.
Fortunatamente, anche questa volta i danni sono stati quasi solo materiali. 

 Un albero apparentemente sano si è schiantato a causa di una carie del legno
(Foto www.lucamasotto.it)

Il dendrodensimetro permette di verificare lo stato di conservazione
dei tessuti di sostegno di un albero di alto fusto

(Foto www.lucamasotto.it)

Aiutiamo gli ippocastani del Parco di Monza!

Gli ippocastani del Parco di Monza sono attaccati da un temibile insetto: Cameraria ohridella, che scava galllerie all'interno della lamina fogliare.
I metodi farmacologici di lotta sono estremamente costosi, mentre la raccolta delle foglie (dove l'insetto depone le uova per superare l'inverno) è molto meno onerosa.
Il Servizio di vigilanza ecologica volontaria sta cercando la collaborazione dei cittadini per procedere alla raccolta delle foglie che verranno successivamente distrutte.
La manifestazione al momento è programmata per la mattina di domenica 21 novembre 2010, ma l'appuntamento potrà essere spostato in funzione dell'andamento meteo.
Per informazioni e adesioni è possibile utilizzare i seguenti recapiti: gev@comune.monza.mi.it oppure 039.2359022.
Per conoscere qualcosa di più sugli ippocastani è possibile scaricare una scheda cliccando qui.

Miti e leggende degli alberi in Valle Nava

Un gentile lettore segnala l'evento "Miti e leggende degli alberi" che si terrà in Valle Nava a Casatenovo, domenica 19 Settembre, ore 9.30 località Colombina, Via Lene XIII.
Una visita guidata alla scoperta di miti, leggende e tradizioni legati agli alberi.
Organizza AssoParchi Vimercatese e Gruppo Valle della Nava.

Ancora il tarlo

La Regione Lombardia rilancia l'allarme sulla diffusione del tarlo asiatico (Anoplophora chinensis). Dal momento che per contrastare l'insetto è preziosa la collaborazione di tutti, si invita chiunque volesse effettuare una segnalazione a contattare il Servizio fitosanitario regionale tramite il numero verde del call center regionale (800.318.318), la casella vocale di Ersaf (02.6740.4860) e gli indirizzi di posta elettronica: tarloasiatico@regione.lombardia.itanoplophora@ersaf.lombardia.it.
Putroppo, oltre ai focolai milanesi e bresciani, è stata segnalata la presenza di Anoplophora glabripennis (simile al A. chinensis, salvo per il fatto che attacca il fusto e le branche principali, ma non le radici) in alcune zone del Veneto, nei pressi di Maser e Valdobbiadene.
Villa Barbaro a Maser (Treviso) è un capolavoro del Palladio. In zona è stato riscontrato un focolaio di Anoplophora glabripennis. Si ringrazia Luca Masotto per la fotografia.

Le ricette di FdB: Pini in salsa di cedro!

Eh sì non ci siamo ammattiti!
Quante volte i nostri amici dottori agronomi Luca e Andrea sono stati chiamati per controllare dei "pini" che pini non erano! "Dottore venga che ho un pino inclinato che mi preoccupa, si piega con il vento!". Si tratta di richieste comuni da parte di cittadini che - consapevoli della responsabilità di possedere alberi di grandi dimensioni, potenzialmente pericolosi - vogliono tutelare se stessi e le proprietà dove vivono. Sono richieste che aumentano in questi giorni perchè tra un mese o poco più - se il clima pazzo non ci mette lo zampino - inizieranno i grandi temporali estivi. E allora si che gli alberi si piegheranno! Precisiamo che entro certi intervalli è normale che gli alberi si flettano sotto la spinta del vento (è comunque bene farne verificare la stabilità da parte di un professionista dottore agronomo o dottore forestale).
Ma per tornare alla ricetta del titolo: molto spesso i "pini" che pensiamo di avere in giardino sono dei cedri! Ovviamente non i profumati agrumi dalla buccia spessa e bitorzoluta, ma grandi sempreverdi particolarmente diffusi nei giardini privati. Per riconoscerli cliccate qui.

Anoplophora, chi era costui?

Dopo Luca Masotto, Foglie di Brianza incontra Andrea Marin, dottore agronomo di Castano Primo che si occupa di verde urbano. Con lui parliamo di una delle più gravi minacce alle alberature attualmente in corso: il tarlo asiatico.

Foglie di Brianza: Chi è questo insetto e quale pericolo costituisce?
Andrea Marin: Anoplophora è un coleottero proveniente dalla Cina introdotto in Italia ormai quasi 10 anni fa. È parente dei tarli presenti nei nostri boschi (come il Monochamus) ma è tremendamente più vorace. Attualmente in Italia sono state rinvenute due specie A. chinensis e A. glabripennis.
L’adulto depone le uova in diversi punti dell’albero a seconda della specie a cui appartiene, A. chienensis depone per esempio sulle radici affioranti, al colletto e nei primi cm di tronco. La larva che nasce durante il suo sviluppo si nutre dei tessuti dell’albero scavando gallerie nel floema e nel primo xilema che indeboliscono di fatto l’albero. Si consideri che un adulto depone fino a 70 uova.

FdB: Attacca tutte le specie vegetali?
AM: No, ma purtroppo attacca buona parte delle specie ornamentali diffuse nei nostri parchi e giardini. In particolare attacca gli Aceri, il Carpino bianco, il Faggio, il Nocciolo, la Betulla, il Platano, il Salice e la Lagerstroemia. Ancora colpisce Ippocastano, il genere Citrus, il Cotoneaster, gli Olmi, i generi Malus, Pyrus e Prunus. L'elenco di latifoglie sensibili è lunghissimo; le conifere invece non sono suscettibili all’infestazione, così come “si salvano” Liquidambar, Querce, Tigli, Liriodendri o Magnolie.

Fdb: quali sono i principali segnali della presenza dell’insetto?
AM: Banalmente il vederlo sui nostri alberi, tra giugno e agosto, caratteristico per la maculatura bianca sul corpo nero-bluastro e le lunghissime antenne. La presenza di Anoplophora chinensis è indicata poi dai fori di uscita dell’insetto adulto, perfettamente circolari e con un diametro di quasi 2 cm. Ancora sono spesso visibili cospicui accumuli di una sorta di segatura lungo le radici affioranti e alla base delle piante.

FdB: Dove si sta diffondendo?
AM: La diffusione dell’insetto è monitorata dal Servizio Fitosanitario Regionale che definisce l’area infestata e la zona buffer. Finora la diffusione di Anoplophora riguarda Milano (zona Ovest), una lunga fascia che va da Garbagnate a Inveruno e qualche comune del basso varesotto come Gallarate. Un altro focolaio è in provincia di Brescia.

FdB: Com'è possibile arginare la sua diffusione? I privati possono fare qualcosa per contrastarlo?
AM: I privati devono provvedere a informare il Servizio fitosanitario in caso di eventuali ritrovamenti dell’insetto o dei sintomi a questo indirizzo tarloasiatico@regione.lombardia.it. L’unica forma di contrasto è, purtroppo, l’individuazione e rimozione delle piante colpite. Toronto, che ha subito una infestazione violenta ma contrastata efficacemente, ha già abbattuto più di 12mila alberi. È quindi indispensabile agire con responsabilità e tempestività.

Tapiro a chi?

Foglie di Brianza riporta integralmente la lettera inviata dal Prof. Carlo Urbinati al Ministro dell'ambiente riguardo il servizio di "Striscia la notizia" andato in onda pochi giorni fa. In tale servizio si accusava di scempio ambientale/forestale quello che, in realtà, è solamente una normale pratica forestale.
Foglie di Brianza ricorda che un bosco che non viene gestito è un bosco pericoloso e che la gestione delle foreste così come quella del verde urbano deve essere affidata a professionisti (dottori agronomi e dottori forestali) che - chissà perchè - non vengono mai chiamati in causa quando si tratta di discutere i fondamenti tecnico-scientifici che stanno alla base della gestione del sistema albero.
Non tagliare gli alberi è un atto di egoismo. Se non tagliassimo gli alberi non permetteremmo il normale ricambio generazionale con la conseguenza che fra 50 anni i nostri figli e nipoti non potranno godere di alcun patrimonio arboreo. Ovviamente il taglio deve essere subordinato a effettive esigenze gestionali per la valutazione delle quali è sempre bene rivolgersi a un dottore agronomo o dottore forestale (anche in ambito privato).
La lettera è un po' lunga ma invito tutti a leggerla con pazienza sino in fondo. Il video del servizio di "Striscia" lo potete vedere qui.

Venerdì sera 14 maggio durante la trasmissione "Striscia la notizia" è andato in onda un servizio sui tagli boschivi in Lombardia, nel quale si è voluto "vendere" al pubblico una regolare ceduazione autorizzata dalla legge (taglio periodico con rinnovazione vegetativa naturale del bosco) per un taglio illegale con effetti ambientali disastrosi. Oltre all'inconsistenza ed alla pretestuosità dei commenti del conduttore e dei due intervistati appartenenti ad associazioni ambientaliste (sarebbe stato opportuno intervistare anche chi aveva autorizzato il taglio) sono risultate molto gravi le affermazioni del ministro Prestigiacomo che ha dato risposte assolutamente inadeguate e non corrette, ignorando che la ceduazione dei boschi si esegue da secoli nei nostri boschi e senza particolari problemi. A tale proposito si ricorda che nel documento "Criteri e buone pratiche di gestione forestale" redatto dalla Task Force Foreste del MIIPAF nel 2009 e sottoscritto anche dal MATTM è riportato che "...i boschi cedui rappresentano un’opportunità se correttamente gestite ed indirizzate.

Infatti, una corretta gestione selvicolturale potrebbe consentire di contribuire al mantenimento o miglioramento dell’assetto idrogeologico del territorio, alla mitigazione dei cambiamenti climatici, alla salvaguardia della biodiversità, oltre che una risorsa economica ed energetica importante per le aree rurali e in particolare per la montagna".

In secondo luogo il Ministro dovrebbe essere informato che i colleghi del MIPAAF ed in particolare il Corpo Forestale dello Stato hanno già realizzato il secondo Inventario Forestale Nazionale (il primo nel 1985 ed il secondo nel 2005, i cui dati sono disponibili on line) e che attestano che in Italia i boschi costituiscono oltre il 30% della superficie totale (un dato 3 volte superiore a quello di un secolo fa).

Ciò che è avvenuto venerdì sera evidenzia, ancora una volta, un'assoluta mancanza di controllo nell'informazione che giunge a milioni di persone, ma soprattutto una superficialità da parte della massima autorità in campo ambientale, che nel caso specifico ha addirittura ringraziato il conduttore per aver segnalato un caso di abuso ambientale e, senza premura di verificare con i propri tecnici la fondatezza delle accuse esplicitate, ha fornito risposte che avrebbe potuto dare un qualunque cittadino poco informato.

Questo è un duro colpo per tutti coloro (ricercatori, tecnici del ministero e delle regioni, professionisti e operatori del settore) che da tempo si dedicano con passione e dedizione a studiare, divulgare ed applicare i principi ed i metodi della gestione sostenibile delle risorse forestali e naturali, la quale, se adeguatamente diffusa garantirebbe contemporaneamente conservazione ed uso delle risorse, con benefici per le generazioni attuali e future. Solo così sarà possibile ridurre la pressione sulle foreste dei paesi in via di sviluppo dove ancora la deforestazione è davvero perpetrata a causa della forte importazione, anche illegale, di legname da parte di molti paesi occidentali fra cui l'Italia.

Grazie per l'attenzione e cordiali saluti

Carlo Urbinati e Giorgio Iorio

Docenti del settore forestale dell'Università Politecnica delle Marche

Alberi: amici pericolosi?

Foglie di Brianza incontra Luca Masotto (www.lucamasotto.it), dottore agronomo di Concorezzo, per parlare di alberi e capire qualcosa di più sulla loro potenziale pericolosità.

Foglie di Brianza: Capita spesso di vedere alberi inclinati, biforcati o dalle forme particolari. Sicuramente belli e paesaggisticamente interessanti ma... c'è da fidarsi?
Luca Masotto: In effetti è un argomento di grande attualità. Vi ho portato alcune fotografie: nella prima si vede un bel platano caratterizzato da un'architettura particolare a dimora nel Parco di Monza, nella seconda un albero schiantato all'interno del Parco di Villa Borromeo d'Adda ad Arcore, nella terza le conseguenze di uno schianto su un'area giochi - fortunatamente deserta in quel momento - a Concorezzo. Basta poco a trasformare qualcosa di bello in un incidente dalle spiacevoli conseguenze. Ma attenzione non tutti gli alberi apparentemente sani e ben conformati sono sicuri, spesso ci sono difetti interni che solo un occhio esperto può riconoscere. Allo stesso modo non tutti gli alberi "storti" sono pericolosi.

FdB: Come ci si può tutelare da possibili incidenti se si possiede un albero?
LM: Spesso i proprietari di giardini privati (amministratori condominiali inclusi) sottovalutano il rischio derivante dalla presenza di alberi d'alto fusto. Ricordo che, se un albero cade, il proprietario (il "custode" come lo chiama il nostro Codice civile) è tenuto a risarcire i danni. Pertanto, per quanto riguarda i danni materiali il proprietario farebbe bene a tutelarsi con un'assicurazione, mentre per quanto riguarda la responsabilità personale è bene richiedere la perizia di un professionista abilitato (dottore agronomo o dottore forestale, il giardiniere non basta!) che valuti la stabilità della pianta. In questo modo il proprietario della pianta dimostra di essersi occupato del bene che ha in custodia "da buon padre di famiglia" (sempre per citare il nostro Codice) ed evita molti problemi legali in caso di incidente.

FdB: Parliamo di costi.
LM: Giusto parlare anche di costi, soprattutto in questi tempi. In linea di massima la valutazione dello stato fitosanitario della pianta - comprensiva di ampio corredo fotografico (scatto numerose foto a tutela del Cliente) e di indicazioni colturali per rimediare a eventuali difetti - parte da 250-300 euro. In caso di necessità di approfondimenti strumentali il costo sale leggermente ed è da valutare caso per caso.

FdB: Grazie Luca, il tuo contributo è stato sicuramente utile ai nostri lettori. Ci tornerai a trovare per svelarci qualche altro dettaglio della valutazione di stabilità degli alberi?
LM: Con piacere, alla prossima!

Un platano inclinato al Parco di Monza, nei pressi dell'ingresso di Villasanta,
interessante esemplare dal punto di vista paesaggistico (foto Luca Masotto)


Quercia rossa schiantatasi al Parco di Villa Borromeo d'Adda ad Arcore
(foto Luca Masotto)

Effetti della caduta di un cedro su un'area gioco a Concorezzo; fortunatamente al momento dello schianto l'area gioco era deserta
(Foto Luca Masotto)